Come nasce il padel?

Come nasce uno sport? È possibile stabilire con certezza luogo, data e paternità? Non sempre. La storia di alcuni “giochi” si perde nella notte dei tempi, come ad esempio il calcio, codificato in Inghilterra nel 1863, ma in forme più arcaiche praticato da secoli. Alcune vicende sconfinano poi nella leggenda.

È il caso del Rugby, che secondo la tradizione deve la sua invenzione al gesto ‘rivoluzionario’ dello studente inglese William Webb Ellis, il quale durante una partita di calcio prese la palla con le mani e corse fino alla linea di fondo: non gli fu misurato il tasso alcolemico, ma ancora oggi un brindisi alla sua non può mancare, durante il rituale ‘terzo tempo’!

 

LA GENESI DEL PADEL

Anche per la genesi del padel, il ‘colpevole’ ha un nome e cognome: Enrique Corcuera. Conosciamo anche la data: 1969. E il luogo: Acapulco, Messico.

Si trattò di uno sbaglio. Per il quale ancora oggi milioni di appassionati ringraziano.

Enrique Corcuera

Chiariamo. Esisteva già da fine ‘800 il paddle tennis, variante del tennis ideata dall’americano Frank Beal, che si gioca con racchette più piccole, a piatto pieno forellato, su un campo 20×10 delimitato da sponde.

E proprio nel costruire all’interno della sua lussuosa villa un campo da paddle tennis, il buon Corcuera commette un errore di progettazione madornale quanto prezioso: l’area è delimitata da muri troppo ravvicinati per rispettare le dimensioni regolamentari.

Ecco l’intuizione che dà vita al padel: quei muri diventano parte integrante del campo, la pallina resta in gioco anche se tocca le pareti sul fondo. La variante diverte fin da subito l’allegra combriccola di amici, che si raduna sempre più numerosa a casa Corcuera.

PROVALO AL QUANTA CLUB

Carlo Ruffoni, giocatore e istruttore al Quanta Club

Tra loro anche il nobile spagnolo Alfonso Hohenloe, al quale non par vero di aver trovato un nuovo passatempo così coinvolgente. Perché non esportarlo nella sua Marbella? E così già dal 1974 il padel inizia a diffondersi in Spagna. E dalla Spagna si passa all’Argentina, grazie ad alcuni neofiti che ne intuiscono le potenzialità. E così via, fino al big bang degli ultimi anni, che al Quanta Club conosciamo bene!