La Fase 2 dei tennisti del Quanta Club

Sono stati i primi a rientrare al Quanta Club. I primi a ritrovare la gioia del gioco, dopo snervanti settimane di sessioni casalinghe. La Fase 2 dei tennisti è iniziata ufficialmente il 4 maggio. Almeno per quelli di Categoria 1 e 2, che hanno avuto il via libera per la ripresa degli allenamenti sul campo: “Una liberazione – conferma Chiara Bordo, giocatrice e Maestra Federale – arrivata quasi a sorpresa perché fino al giorno prima era tutto in forse. La felicità più grande è stata quella di ritrovare, finalmente di persona, i miei allenatori (Barbara Rossi e Maurizio Riva, ndr) e i miei compagni. Siamo come una famiglia”.

IN CAMPO, FINALMENTE

Distanti ma uniti è stato uno degli slogan più in voga durante il lockdown e in un certo senso lo siete ancora: “Sì, non si può ancora parlare di ritorno alla normalità. Osserviamo rigorosamente tutte le prescrizioni: misurazione della temperatura, distanze di sicurezza, utilizzo del guanto quando siamo al servizio. Spogliatoi, bar e ristorante sono chiusi: ci si deve un pò arrangiare. Ma le sensazioni che ti dà il campo, dopo così tanto tempo, sono impagabili. Mi è mancato tutto, anche le parti più faticose, anche la corsa pomeridiana. Non sappiamo ancora quando si potrà ricominciare con le partite, ma già così è un altro vivere”.

ASPETTANDO IL CAMPIONATO

Prima che scoppiasse l’emergenza Chiara Bordo era impegnata con i tornei di pre-qualificazione agli Internazionali d’Italia. E si stava preparando per il campionato di serie C. Tutti impegni per ora in stand-by come conferma Matteo Volante, ‘colonna’ del Quanta Club, sia come giocatore che come Maestro Federale: “Tutto ovviamente dipende da come si evolverà la situazione dal punto di vista sanitario, ma sono ottimista che si possa giocare il campionato più avanti: A1  e A2 sono state ad esempio confermate. Anche per i tornei Open a livello italiano si ipotizza il via da metà giugno”.

I RAGAZZI SCALPITANO

E’ invece ancora al palo la scuola tennis, che coinvolge decine di piccoli atleti: “I miei ragazzi scalpitano – prosegue Volante – ci siamo tenuti in contatto, so che si sono dedicati con costanza al lavoro atletico, ma il campo è un’altra cosa. L’insegnamento è il mio lavoro, mi manca. Ma già aver potuto riprendere come giocatore è una luce in fondo al tunnel. A livello di sensazioni, questi primi giorni sono andati meglio del previsto. Diciamo che gli infortuni subiti negli anni mi hanno temprato per i lunghi stop!”.