QCM nr 77 Giugno – Settembre 2016

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Editoriale del Quanta Club Magazine nr 77 giugno – settembre 2016

Quante notizie

Direbbe il mio amico Enrico Mentana: “Quante notizie in questo Tg…”. Ebbene, anche noi di Quanta Club abbiamo molte notizie importanti da raccontare ai nostri soci e amici. La prima riguarda proprio la società madre del Club, la Quanta. A fine aprile Umberto Quintavalle ha lasciato il vertice dell’azienda a suo figlio Illo ritagliandosi il ruolo di Vicepresidente. Contemporaneamente è stato nominato Carlo Scatturin Direttore generale. Questo passaggio di consegne vuole rispondere tempestivamente alle esigenze di un mercato in continua trasformazione ed è l’ennesima dimostrazione della buona salute delle family company, vero asse portante dell’economia italiana, poiché come ha recentemente detto Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, “il manager esterno ha uno sguardo che dura fino a che rimane in sella. Ma per restare in sella occorrono risultati che spesso sono di breve termine e così la visione di lungo periodo viene meno, qualità che la proprietà familiare deve invece avere”.

La seconda notizia è prettamente sportiva e… non è quasi più una notizia: il nostro hockey ha vinto l’ennesimo (sesto di cui 5 consecutivi) titolo italiano al termine di una stagione iniziata con l’inopinata sconfitta nella Supercoppa e poi diventata difficile per la farraginosa gestione della federazione con il tiramolla della famosa squalifica. Ma alla fine la giustizia ha trionfato e così il roster rossoblù ha portato a casa l’ennesimo titolo assieme alla Coppa Italia e a una onorevolissima presenza nella Coppa dei Campioni.

La terza notizia che ci rende orgogliosi è nata sui campi di via Assietta e ha il volto della grande partecipazione al torneo di pre-qualifiche agli Internazionali BNL di tennis. In 800 hanno cercato un posto al sole e ancora una volta la fase al Quanta Club è stata la più affollata d’Italia rendendo un piacere vedere il Club brulicare di appassionati. E ancor di più è stato piacevole sentire i loro commenti entusiastici nell’apprezzare la nostra organizzazione e la bellezza del Club.

Infine la quarta notizia, stavolta non altrettanto piacevole: ancora una volta Milano prende un 4 in pagella (voto molto benevolo) sul fronte degli impianti sportivi. Il futuro del Palalido di Milano è sempre più nero, tanto che ad oggi i lavori di ristrutturazione dell’impianto sono fermi e Milanosport (!!!) vorrebbe intentare causa contro la Ge.Co.Co. l’azienda che ha vinto l’appalto a suo tempo e che giace in gravi condizioni economiche. Tutto ciò dopo oltre 5 anni dalla decisione (c’era ancora la giunta Moratti) di mettervi mano. Nulla s’è fatto, ben diversamente da quanto avrebbe realizzato in 6/8 mesi il Gruppo Quanta abituato a vedere, decidere, fare. Non vogliamo fare l’elenco della carenza di impianti, lo fa già benissimo Tony Cappellari nel suo intervento. Vogliamo solo aggiungere che ci attendiamo dal prossimo sindaco delle immediate azioni su questo fronte che, però, non sono state svelate nei tanti, fumosi, discorsi pre-elettorali. Diamogli fiducia, ma a tempo…

Paolo Bonanni