QCM nr 78 Agosto – Dicembre 2016

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Editoriale del Quanta Club Magazine nr 78 agosto – dicembre 2016

Quante notizie
Molto probabilmente nessuno sa come si chiama in zoologia ciascuna delle scaglie cornee di cui sono ricoperti i piedi degli uccelli né in botanica che nome ha il cotiledone delle graminacee. Più facile capire di quale, apparentemente arcana, parola si tratta se aggiungiamo che il dizionario Garzanti attribuisce questa parola al “distintivo a forma di piccolo scudo, in particolare, quello tricolore, portato sulla maglia dagli atleti della squadra vincitrice in un campionato nazionale. Indica la vittoria in un campionato nazionale e il campionato stesso: lo scudetto”.
Ecco la magica parola che fa sognare per un anno intero i tifosi di tutte le squadre e di tutti gli sport. Soltanto che per vincerlo questo benedetto scudetto bisogna che coincidano alcuni fattori: campioni che scendano in campo, società economicamente disposte ad affrontare sacrifici e impianti all’altezza. Chi segue queste colonne sa che Quanta per le prime due voci è ben attrezzata e per la terza fa del palazzetto inline una vera bolgia di tifo, correttezza ed entusiasmo tanto che mai le squadre avversarie che vengono a Milano (e quasi sempre perdono) trovano di che lamentarsi quanto a sportività della “curva rossoblu”. 
Però, ma c’è un però. Da anni il nostro “founder” Umberto Quintavalle si batte per la creazione di una cittadella degli stadi che creando nuovi impianti moderni e capienti faccia voltare pagina allo sport milanese diventato nel frattempo un vero disastro anche a livello di risultati: a parte il nostro hockey inline e ogni tanto il glorioso basket dell’ex Olimpia, nessuna squadra vince più scudetti. L’area ex Expo sembrava perfetta per questo sogno ma all’orizzonte non si vede la capacità politica di prendere decisioni importanti. 
Ogni tanto si parla di un secondo stadio cittadino ma fallito il piano della famiglia Berlusconi, in lite con l’Ente Fiera, adesso si sente parlare dell’ennesimo restyling di San Siro. Il neo assessore Guaineri ha affrontato lo spinoso tema del Palalido ed è già venuta alla luce la parola 2018, ennesima “palla in tribuna” che fa il paio con i sondaggi per trovare un nuovo contractor.
Quindi, in attesa che l’Olimpia faccia un altro miracolo, che l’inline di via Assietta rivinca il titolo (con gli scongiuri del caso) e con Milan e Inter alle prese con l’idioma cinese crediamo che sia più facile per i milanesi appropriarsi del cotiledone delle graminacee che di altri distintivi a forma di piccolo scudo da cucire sulle maglie.