QCM nr 82 Settembre – Dicembre 2017

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Editoriale del Quanta Club Magazine nr 82 settembre – dicembre 2017
Quanta qualità

Continui investimenti, staff qualificato e grande attenzione al “customer care” alla base della crescita del nostro Club mentre i principali concorrenti vivono quasi tutti situazioni di estrema criticità

Questa volta parliamo di un sostantivo astratto che così astratto non è, la qualità. Ne parliamo perché ci sembra arrivato il momento di abbandonare l’anglosassone “low profile” per rivendicare il lungo cammino che Quanta e la sua emanazione sportiva Quanta Club hanno fatto negli anni per proporre ai propri amici, soci e clienti una struttura che fa della qualità il proprio punto d’onore. La qualità è lo strumento per mantenersi competitivi nel mercato attraverso l’evoluzione di prestazioni e risultati misurabili e in corso di continuo miglioramento nel tempo. Non è più vista come un punto d’arrivo in un contesto statico, quanto come un percorso di crescita continua, strutturata, intenzionale e misurabile in un contesto dinamico.
Sono stati i giapponesi ad accorgersi per primi dell’importanza della variabile qualitativa quale stimolo propulsivo per migliorare le performance aziendali usciti battuti dal conflitto mondiale, erano alla ricerca di uno strumento che riuscisse a conferire competitività al Paese e a inserirlo combattivo all’interno dei mercati. La qualità per i giapponesi è divenuta uno strumento di rivalsa davanti al mondo, perché non si trattava di quella dei prodotti, ottenuta secondo i canoni della cultura industriale del tempo, ma di una qualità dei processi e della produzione in grado di generare prodotti migliori a costi competitivi.
In quest’ottica vanno letti anche gli sforzi che la proprietà del nostro Club ha fatto negli anni e continua a fare per fornire ai propri clienti (soci e frequentatori) un prodotto di alta qualità: che vuoI dire strutture adeguate e sicure, staff qualificato, grande attenzione al “customer care”. Obiettivi che possono essere raggiunti solo attraverso importanti investimenti, come quello che recentemente ha trasformato l’ASD, l’Associazione Sportiva Dilettantistica Quanta Sport Village, di proprietà degli Associati, in SSD. Società Sportiva Dilettantistica Quanta Club Srl di proprietà dell’Hockey Club Milano Srl nel totale rispetto dei requisiti sportivi voluti dal Coni. Un’operazione finanziariamente estremamente onerosa perché ha visto il capitale dell’hockey Club Milano Srl passare da 119.000 euro a 2.119.000 euro. Tutto ciò in un momento in cui i principali concorrenti (le società sportive operanti sul territorio milanese) vivono quasi tutte situazioni di estrema criticità.
Gli imponenti investimenti significano anche maggior qualità nei servizi offerti a soci e visitors. Un esempio lampante è lo sforzo fatto per rendere ancora più luminosa la pizzeria che ora è pienamente rischiarata da 20 enormi lucernari. Analoga attenzione alla qualità dei servizi erogati la creazione di una colonnina con due punti di ricarica per le vetture elettriche e il servizio di navetta per la raccolta in punti prestabiliti dei ragazzi delle scuole tennis oltre all’allargamento del parcheggio interno con altri 50 posti asfaltati e ombreggiati. Con queste premesse al Quanta Club possiamo dire ad alta voce di aver ottemperato alle rigidissime regole del Total Quality Control che coinvolge, nel miglioramento continuo, tutta la struttura aziendale. Si basa sul presupposto che la sopravvivenza dell’azienda è strettamente legata alla soddisfazione dei clienti e, poiché essi ricercano continuamente livelli di soddisfazione più elevati, è necessario che le aziende si pongano come obiettivo un miglioramento continuo della qualità. E noi, al Quanta Club, a differenza della maggior parte dei nostri concorrenti, lo facciamo tutti i giorni.

Paolo Bonanni