QVN nr 69 – Marzo – Giugno 2014

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Editoriale QVN 69

MILANO, ITALIA

Milano, Italia. Viene presentato il libro fotografico dell’ANSA con le immagini più significative del 2013. Poiché tra gli eventi più straordinari dello scorso anno c’è la vicenda dei due papi, si decide di scegliere il Museo del Duomo come sede per la presentazione e di affidare al cardinale Scola la lectio magistralis sull’evento. Inizia il discorso e sotto le volte ad arco del salone anziché calare il silenzio prosegue indisturbato il chiacchiericcio dei capannelli di invitati che, ben lungi dal sedersi e dal rivolgere lo sguardo – almeno quello! – al padrone di casa, continuano imperturbabili il loro conversare da happy hour. Quando qualcuno tra quelli che avrebbero voluto ascoltare li invita almeno ad abbassare i toni, non viene nemmeno degnato di risposta. Eppure stava parlando il cardinale della diocesi più grande del mondo, quello che fino all’ultimo ha conteso al futuro papa Francesco il trono di Pietro. Milano, Italia.

Milano, Italia. Alle Terme di Milano viene presentata una nuova iniziativa editoriale dedicata al mondo dell’outdoor, termine di moda con cui oggi si indicano tutte le attività che ormai fanno parte della vita di ogni famiglia, dalla passeggiata al parco con cane e bambini fino all’arrampicata sulle Dolomiti. Ci sono centinaia di invitati, tutto il (bel) mondo delle agenzie di pubblicità, degli uffici stampa, dei media, dello sport.
Ci sono i discorsi dell’editore, ci sono le interviste ai numerosi campioni intervenuti, ci sono persino collegamenti telefonici con Himalaya e Patagonia dove alcune spedizioni italiane stanno preparando le loro imprese. Qualcuno ascolta? Macchè: l’importante è non perdere un ‘giro’ al buffet, l’importante è stare appresso al tavolo con le bevande, anche qui non degnando nemmeno di uno sguardo (l’attenzione sarebbe troppo) chi sta parlando, i padroni di casa. Ad una signora che si rivolge ad un capannello più rumoroso di altri chiedendo di fare silenzio, viene rivolto un cordiale: “Che c… vuole, vada più avanti se vuol sentire”. Milano, Italia.

Milano, Italia. Giornata di pioggia, una delle tante fermate della ‘91’. Una giovane mamma avanza correndo lungo il marciapiedi spingendo il passeggino, in precario equilibrio con ombrello, borse della spesa. La ‘91’ è la salvezza, in quelle condizioni. Riesce finalmente a raggiungere le porte che nel frattempo si sono chiuse. Batte il pugno sui vetri, agita l’ombrello, impossibile non sentirla e vederla. Il tram è sempre fermo causa semaforo rosso ma non apre. Resta irrimediabilmente con le porte chiuse fino a quando non scatta il verde e riprende tronfio la sua strada lasciando mamma e bambino sotto il diluvio. Milano, Italia.

Milano, Italia. Stadio Meazza, che qualcuno che evidentemente non si è mai spinto neppure allo stadio di Lugano continua irrimediabilmente a chiamare ‘la Scala del calcio’. Da quando le due società milanesi hanno deciso che giornali e televisioni contano meno degli sky box per veline e velone, spostando i banchi di lavoro dei giornalisti nel bel mezzo dei tifosi sul secondo anello, gli inviati d’Italia e del mondo sono ‘a disposizione’ del tifo più becero, come non accade in nessun’altra parte del mondo. Succede così che in una partita di coppa  un giornalista straniero si veda arrivare tra capo e collo un cartoncino di tetrapak lanciato da chissà dove. Si dirige sconsolato verso i bagni per ripulirsi ma trova  il cartello ‘Chiuso. Fuori servizio’. Non ce ne sono altri per centinaia di metri, nella Scala del calcio. Milano, Italia.

Dario Colombo

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MILANO, ITALIA

Milano, Italia. Viene presentato il libro fotografico dell’ANSA con le immagini più significative del 2013. Poiché tra gli eventi più straordinari dello scorso anno c’è la vicenda dei due papi, si decide di scegliere il Museo del Duomo come sede per la presentazione e di affidare al cardinale Scola la lectio magistralis sull’evento. Inizia il discorso e sotto le volte ad arco del salone anziché calare il silenzio prosegue indisturbato il chiacchiericcio dei capannelli di invitati che, ben lungi dal sedersi e dal rivolgere lo sguardo – almeno quello! – al padrone di casa, continuano imperturbabili il loro conversare da happy hour. Quando qualcuno tra quelli che avrebbero voluto ascoltare li invita almeno ad abbassare i toni, non viene nemmeno degnato di risposta. Eppure stava parlando il cardinale della diocesi più grande del mondo, quello che fino all’ultimo ha conteso al futuro papa Francesco il trono di Pietro. Milano, Italia.

Milano, Italia. Alle Terme di Milano viene presentata una nuova iniziativa editoriale dedicata al mondo dell’outdoor, termine di moda con cui oggi si indicano tutte le attività che ormai fanno parte della vita di ogni famiglia, dalla passeggiata al parco con cane e bambini fino all’arrampicata sulle Dolomiti. Ci sono centinaia di invitati, tutto il (bel) mondo delle agenzie di pubblicità, degli uffici stampa, dei media, dello sport.
Ci sono i discorsi dell’editore, ci sono le interviste ai numerosi campioni intervenuti, ci sono persino collegamenti telefonici con Himalaya e Patagonia dove alcune spedizioni italiane stanno preparando le loro imprese. Qualcuno ascolta? Macchè: l’importante è non perdere un ‘giro’ al buffet, l’importante è stare appresso al tavolo con le bevande, anche qui non degnando nemmeno di uno sguardo (l’attenzione sarebbe troppo) chi sta parlando, i padroni di casa. Ad una signora che si rivolge ad un capannello più rumoroso di altri chiedendo di fare silenzio, viene rivolto un cordiale: “Che c… vuole, vada più avanti se vuol sentire”. Milano, Italia.

Milano, Italia. Giornata di pioggia, una delle tante fermate della ‘91’. Una giovane mamma avanza correndo lungo il marciapiedi spingendo il passeggino, in precario equilibrio con ombrello, borse della spesa. La ‘91’ è la salvezza, in quelle condizioni. Riesce finalmente a raggiungere le porte che nel frattempo si sono chiuse. Batte il pugno sui vetri, agita l’ombrello, impossibile non sentirla e vederla. Il tram è sempre fermo causa semaforo rosso ma non apre. Resta irrimediabilmente con le porte chiuse fino a quando non scatta il verde e riprende tronfio la sua strada lasciando mamma e bambino sotto il diluvio. Milano, Italia.

Milano, Italia. Stadio Meazza, che qualcuno che evidentemente non si è mai spinto neppure allo stadio di Lugano continua irrimediabilmente a chiamare ‘la Scala del calcio’. Da quando le due società milanesi hanno deciso che giornali e televisioni contano meno degli sky box per veline e velone, spostando i banchi di lavoro dei giornalisti nel bel mezzo dei tifosi sul secondo anello, gli inviati d’Italia e del mondo sono ‘a disposizione’ del tifo più becero, come non accade in nessun’altra parte del mondo. Succede così che in una partita di coppa  un giornalista straniero si veda arrivare tra capo e collo un cartoncino di tetrapak lanciato da chissà dove. Si dirige sconsolato verso i bagni per ripulirsi ma trova  il cartello ‘Chiuso. Fuori servizio’. Non ce ne sono altri per centinaia di metri, nella Scala del calcio. Milano, Italia.

Dario Colombo