QVN nr 72 – Dicembre 2014 – Marzo 2015

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Editoriale QVN nr 72
L’orgoglio e l’etica

Il conto alla rovescia verso l’EXPO è ormai iniziato e Milano non ha niente da mettersi.
Seveso e Lambro che invadono le strade di questa Milano di fine anno trasformandole in torrenti sono la nemesi naturale, il contrappasso di una città che per secoli era stata attraversata dalle vie d’acqua e adesso che le voleva riportare alla luce per i milioni di visitatori di EXPO si scopre fragile, indifesa, impreparata a fronteggiare la minima esondazione.
Mentre si annuncia la prossima inaugurazione di nuove linee della Metropolitana che dovrebbero portarci un po’ più vicini agli standard di civiltà, si scopre che la linea 2 ha le pareti fradicie, rimane chiusa per tre giorni proprio la fermata della Stazione Centrale: oltre che incompleta e inadeguata la rete sotterranea si rivela anche pericolosa e a rischio.
E mentre i grattacieli di City Life e di Porta Garibaldi ci invitano a guardare verso il cielo si scopre che un po’ più in basso, e nemmeno tanto lontano, esplode il sottobosco delle case occupate abusivamente, degli alloggi popolari dimenticati da tutto e da tutti, in cui la gente ha paura di uscire anche per fare la spesa per timore di non ritrovare più la propria casa, e ogni sgombero diventa una battaglia.
Mentre il presidente Napolitano ricorda ai vertici di EXPO che su questo evento: “…ci abbiamo messo tutti la faccia”, lo stato dell’arte – al momento in cui scriviamo queste note – è il seguente: Padiglione Italia in ritardo, Albero della Vita più di là che di qua, Vie d’acqua al minimo (ma per quelle ci sono il Seveso e il Lambro…), avvisi di garanzia stazionari, dopo-Expo, inteso come destinazione delle relative aree, al buio (e l’ultimo bando di gara su questo tema è andato deserto).
Ma – come ha scritto di recente il Corriere – c’è comunque una Milano emergente e reattiva che vuol essere rappresentata con vigore e compattezza. E la grande famiglia Quanta ne fa parte, come dimostra il progetto Quanta4EXPO di cui si parla in altra parte di questo giornale, ennesima dimostrazione di coraggio imprenditoriale e prima ancora di quell’illuminato ottimismo che sono sempre stati alla base della crescita di Milano, che è stata anche crescita del Paese. L’Ambrogino che è arrivato per premiare i successi della squadra di hockey vogliamo vederlo un po’ anche così, come il riconoscimento ad impegno più ampio, ad un orgoglio e ad un’etica che sono quelli che fanno la differenza.
Lasciandosi il maltempo alle spalle.

Buon 2015 a tutti.
Dario Colombo