A LEZIONE DI TENNIS CON BARBARA ROSSI

L’astinenza da tennis si combatte in mille modi. Ad esempio continuando a tenere i contatti e a dare consigli utili ai propri atleti, impegnati in sessioni di allenamento forzatamente domestiche. Come fa quotidianamente Barbara Rossi, allenatrice dell’Agonistica del Quanta Club. Nonché ex campionessa e opinion leader tra le più rispettate nel circuito. Le sue telecronache su Eurosport sono una delizia da intenditori, tecniche e scorrevoli come un passante lungolinea. Per fruire di una sua lectio magistralis, a noi del Quanta basta schiacciare un tasto dello smartphone e trovarla disponibile come sempre dall’altro capo del telefono. Un’autentica fortuna.

LA SQUADRA DEL QUANTA CLUB

Barbara, di questi tempi avremmo dovuto essere in piena vigilia di campionato di serie C, così non è per i motivi che tutti sappiamo. Finché i tornei si sono disputati, i nostri tennisti hanno ben figurato.

“Direi proprio di sì. Abbiamo avuto riscontri positivi dai Tornei Bnl propedeutici alle qualificazioni per gli Internazionali d’Italia. Cristina Tiglea aveva già staccato il pass, ma anche Chiara Bordo stava giocando bene. Inoltre Anastasia Piangerelli, da noi tesserata proprio in vista della serie C, ha vinto il Torneo di Firenze. Ora ragazzi e ragazze fanno quello che possono per tenersi in forma, chissà quando si potrà riprendere”.

IL SOLITO DJOKOVIC

Allargando il discorso al tennis pro, questo 2020 è iniziato ancora nel segno di Nole Djokovic, trionfatore agli Australian Open. Hai commentato in tv la finale con Thiem, cosa ne pensi?

“Gran bella partita. Nole ha dimostrato se ancora ce ne fosse bisogno che è di un altro pianeta. Ha avuto momenti di difficoltà nel match dai quali è uscito usando la testa e aumentando il livello. La sua solidità mentale e fisica è impressionante: riesce a mantenere il controllo del gioco, rischia pochissimo e non va mai in panico. La sua preparazione è scrupolosa e unisce anche elementi di training autogeno, yoga, meditazione: uno strumento in più a compendio di doti eccezionali”.

L’ESPLOSIONE DI MAGER

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Thiem, che si è rivelato un osso duro per il numero 1, è stato poi sconfitto a Rio dal nostro Gianluca Mager. Del ligure si erano perse le tracce, invece a 25 anni si presenta ai massimi livelli. Che ne pensi?

“E’ la storia comune a tanti azzurri che maturano tardi. Spesso in giovane età i nostri peccano di autocontrollo, sono nervosi e fumantini. Siamo fatti così, ma oggi non è poi così drammatico affermarsi tardi: l’età agonistica di un atleta si è allungata parecchio. Peccato per Mager che il circuito si sia dovuto fermare proprio sul più bello: gioca bene e dispone di un servizio impressionante. Credo abbia trovato l’equilibrio giusto con il suo staff ed è finalmente in fiducia. I mezzi li ha”.

DAVIS SI’ O NO?

Mager si è guadagnato la convocazione in Coppa Davis. C’è stata un po’ di polemica su chi è andato e chi ha declinato. Com’era i tuoi tempi?

“Ai miei tempi in maglia azzurra si andava indipendentemente da tutto. Al giorno d’oggi capisco che un talento come ad esempio Sinner sia programmato e gestito nei minimi dettagli. Ma non dimentichiamo che la maglia della Nazionale fa parte del bagaglio di esperienze che completano la carriera di un grande campione, lo stesso Djokovic non si è mai tirato indietro”.

[l’intervista completa sul prossimo numero di NEXT]