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27/1/2022
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Sport
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Padel

A scuola di padel

A scuola di padel

Una passione diventata un lavoro: conosciamo meglio il team di istruttori del Quanta Club.

Quattro campi, quattro istruttori, una scuola in costante crescita in un panorama cittadino in cui le strutture dedicate al padel spuntano come funghi. Il Quanta Club ha creduto in tempi non sospetti alle potenzialità di questo sport, raddoppiando gli investimenti nonostante i lunghi mesi di stop forzato a causa della pandemia: “I numeri lo confermano  - spiega Luis Ovando, responsabile Padel del Club - con oltre 100 iscritti ai corsi la nostra scuola attrae una moltitudine di appassionati, di ogni età, intenzionati a perfezionare il proprio gioco. Quest’anno abbiamo aggiunto delle formule inedite alla nostra offerta: il mini-padel e il corso adulti al mattino, integrando la preparazione atletica alla lezione in campo. Posso contare su una squadra di istruttori di alto livello che si dedicano all’insegnamento in modo professionale”.


Conosciamoli meglio:

EMILIANO SICILIANI

Argentino, per la precisione tucumano, 28 anni: Emiliano Siciliani è arrivato in Italia un paio di anni fa per insegnare. “Nel mio paese ho conseguito il titolo di studio per diventare professore di Educazione Fisica e mi sono specializzato nel sostegno ai ragazzi disabili. In tale veste ho avuto l’incarico dalla Scuola Pini di Monza: un’esperienza bellissima, gratificante e formativa. Nel frattempo ho continuato a giocare a padel, sport che pratico dall'età di 12 anni”. E proprio sui campi ha conosciuto il connazionale Luis Ovando che nello scorso settembre l’ha coinvolto al Quanta Club: “Quest’anno ho deciso di occuparmi di padel a tempo pieno mettendo a frutto il diploma di istruttore di primo livello. Le cose stanno andando a gonfie vele, c’è tanta richiesta, molte persone non si limitano più alla classica partita con gli amici, ma scelgono i corsi per migliorarsi. La platea è molto variegata: per me è molto stimolante capire chi ho di fronte, entrare in sintonia e impostare il lavoro con obiettivi ben precisi”.

LUCA PARESCHI

Sta in campo anche otto/dieci ore al giorno, trasmettendo passione e competenze alle decine di allievi che si allenano con lui. Luca Pareschi ha 22 anni e le idee chiare: “Amo questo lavoro, vedere i miglioramenti, stimolare la voglia di giocare sempre di più. Pensare che io che vengo dal tennis, ho iniziato quasi per caso, coinvolto da Karin Cappelletti. Il padel è davvero a presa rapida: inizi, ti diverti e non riesci più a farne a meno! Dalle prime partite al diploma di istruttore il passo è stato rapidissimo. Quest’anno con la ri-organizzazione dei corsi voluta da Luis, abbiamo fatto un salto di qualità e i riscontri sono molto positivi. Gli allievi hanno molto apprezzato la possibilità di cimentarsi nel circuito di tornei Padel4Fun, al quale siamo iscritti con squadre formate interamente da corsisti”.

TIZIANO MACCHI

Ha iniziato a giocare a padel 5 anni fa, in concomitanza con l’inaugurazione dei primi campi al Quanta Club, e da allora non ha più smesso, arrivando a conseguire il diploma di Istruttore di 2° livello. A 49 anni, Tiziano Macchi vive una seconda giovinezza sportiva, dopo aver dedicato 30 anni alla pallavolo come giocatore e allenatore: “Ma ho praticato anche il tennis per qualche anno a livello agonistico. Volevo appunto riprendere in mano la racchetta da tennis, ma quando ho provato il padel è scattata la scintilla. Aggregazione, immediatezza, divertimento sono gli ingredienti che hanno decretato il successo di questa disciplina. Oggi il pubblico è eterogeneo e la richiesta di insegnamento in crescita esponenziale. Io mi diverto tantissimo, ogni sera sono in campo. Milito anche nella squadra del Club con i miei colleghi: l’anno passato abbiamo fatto un’esperienza in serie B, molto impegnativa sul piano tecnico, ma certamente utile”.

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