C’è chi si crogiola nel mare e nel aperitivo pied dans l’eau, chi preferisce la solennità della montagna e chi ancora adora l’ambiente lacustre.
Poi ci sono gli atleti delle categorie inferiori che girano posti meravigliosi ma senza la possibilità di racchettoni sulle spiagge o di bagni a duemila metri in luoghi meravigliosi.
Tra i tanti professionisti che frequentano il Quanta Club ce n’è uno che quest'estate (indimenticabile) ha fatto il pendolare tra Portogallo, Tunisia e Grecia. Ma non certo per spiagge oceaniche e vento caldo.
Dopo una primavera con belle vittorie nelle Serie B con il Quanta Club e 17 successi consecutivi nei Futures di Monastir (e tre gustose vittorie) che gli hanno consentito di rientrare nel primi 400 al mondo, Moez Echargui si è voluto cimentare con il livello superiore, i Challenger.
Partito a Oporto nelle quali contro Braithwaite (australiano n.800 al mondo) Moez ha superato brillantemente quali e 3 turni di tabellone principale prima di affrontare in semi Hugo Grenier, ex top 100 francese che tre anni fa vinceva un set contro Berrettini agli US Open. Due set tirati e finale Challenger, mai raggiunta in carriera, contro Franco Maestrelli, uno dei tanti golden boy della generazione d’oro italiana. Si poteva pensare a tensione, emozione contro un ragazzo ben più esperto in questi palcoscenici, più giovane di età e più in alto di classifica. E invece no! Un convincente 63 62 e Moez può alzare il primo trofeo challenger della carriera.
Best ranking raggiunto al 211 al mondo e profumo di quali agli Australian Open.
La settimana successiva visto l’imponderabile vittoria e la mancata iscrizione ad altri Challenger si ritorna a livello future dove in buona scioltezza di incamerano 5 vittorie e la vittoria finale che vale la top 200!
Settimana scorsa poi ci si trasferisce in Grecia, a Creta per un altro Challenger. Con uno status diverso, da testa di serie numero 1. I galloni di favorito portano anche una sagoma sulla schiena e la voglia di tutti di battere il più forte. In particolare il secondo turno con il fratello minore di Tsitsipas è particolarmente ostico: caldo, vento e tifo contro sono condizioni dure. Ma Moez è uomo in missione e arriva fino all’atto finale dove incontra lo stesso avversario sfidato a Monastir: il francese Dan Added #227 al mondo. Inizio difficile con un primo set prima perso, poi recuperato e poi di nuovo perso 7-5. Ma nel secondo qualcosa cambia e Moez pare incontenibile fino al ritiro nel terzo di Added, che significa 3° torneo, 17° vittoria di fila e 160° posto nel ranking mondiale.
Il segreto di Moez è il lavoro, la dedizione. A 32 anni e con 6 tornei vinti in stagione sta toccando vette mai assaporate e con Mattia Bellucci, impegnato in questi giorni agli US Open, sarà il secondo atleta del Quanta Club a sbarcare a Melbourne, a Gennaio per gli Australian Open.
Bravo Moez siamo fieri di te.